Wifi e sanno dove e cosa fai

Sappiamo che con gli RFID possiamo essere localizzati nel raggio di qualche metro, ne ho già parlato qualche giorno fa, oggi vorrei parlare invece del fatto che possiamo essere geolocalizzati attraverso il WIFI, WIFI ad esempio del cellulare che ognuno di noi porta in tasca.

Semplice, usiamo il cellulare in casa, collegato al router di casa, lo usiamo in ufficio, lo usiamo al bar con il WIFI gratuito del bar, ma quando usciamo da questi luoghi, il WIFI non lo spegniamo quasi mai, quasi nessuno di noi spegne il WIFI, cosa succede allora?

Succede, che il WIFI, come del resto fa il telefono, cerca continuamente celle dove potersi collegare, invia nell’etere un proprio identificativo (il MAC address) e prova ad interrogare le celle circostanti inviando i nomi dei router WIFI dove siamo stati collegati.

Come è possibile identificare un utente?

Facciamo un esempio: un locale pubblico dove siamo stati collegati (o anche in un altro locale di quel circuito cittadino) e che per collegarci abbiamo dovuto dare i documenti, sa che siamo passati davanti al suo locale o siamo entrati, semplicemente attraverso un programma sul router, ma questo funziona anche se non abbiamo dato i documenti, allo stesso modo di come funziona il tracciamento degli utenti sui siti internet attraverso i cookie, ad ogni utente è associato un numero (non esiste -non sempre- un’associazione tra l’identità reale e quella virtuale) e si traccia quell’utente, non come Mario Rossi, ma come utente 12000.

Non cambia molto, non si sa chi sia nella realtà l’utente 12000 ma se ne conoscono le abitudini. Esempio: alla mattina prende il caffe alle ore 9.00 al bar del corso, poi alle 10.00 entra in libreria (compra i libri una volta a settimana), alle 12.00 mangia quasi sempre in centro, allo 18.00 prende il treno, passando davanti al tabacchino.

Poi un giorno tramite un semplice acquisto, potrà essere associato il numero 12000 al signor Mario Rossi.

Questo oggi viene fatto in modo da alcuni, pochi, certo che se si organizzasse una società, che offra servizi di marketing passati su questa tecnologia, il sistema diverrebbe molto più strutturato, e come avviene oggi su internet, attraverso google, potrebbe succedere domani, nel mondo reale, che ogni nostro movimento, venga messo a disposizione degli esercizi commerciali.

Accade oggi, che cerchiamo su google: “fiori vendita online”, poi andiamo su un altro sito e come per incanto appare un banner di un sito di commercio elettronico di fiori.

Accadrà domani, che andiamo a Roma, entriamo  in un negozio e compriamo un paio di jeans neri, una settimana dopo, passeggiando per il centro di Bologna, esce una commessa da un negozio di abbigliamento e ci dice: “Salve abbiamo dei fantastici jeans neri, le vuole provare?”.

Ma si può andare anche molto oltre, ne parlerò di nuovo, sto sperimentando….

Se pensate che questo sia costoso da realizzare, vi sbagliate, le tecnologie alla base, sono molto collaudate e presenti nel mercato del consumo di massa.

La tecnologia una passione e un lavoro. La ricerca di soluzioni semplici a problemi spesso difficili cercando di osservare sempre oltre gli schemi comuni.

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Pubblicato su Idea Startup, Visione

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