Localizzazione cellulari; oltre il modo comune

Ho parlato delle possibilità esistenti di localizzare un utente, attraverso il suo cellulare, utilizzando il wifi, posizioni del cellulare, quindi dell’utente, che va dalla semplice rilevazione della presenza ad una posizione molto precisa in ambienti indoor.

Questo tipo di localizzazione, evidentemente fastidiosa per alcuni che vogliono mantenere la propria posizione all’interno del sistema e mascherano questo loro obiettivo, con la tutela della privacy dell’utente, stanno realizzando sistemi per rendere più difficile per la maggior parte delle società di sviluppo applicativi la geolocalizzazione dei cellulari tramite wifi, difficile non impossibile…

Pensando al problema, ho comunque evidenziato una notevole imprecisione nella rilevazione degli utenti, sebbene ormai quasi tutti abbiano almeno un cellulare, non tutti dispongono di un cellulare con wifi e soprattutto non tutti tengono il wifi accesso, almeno non lo tengono sempre acceso.

Quello che sicuramente un cellulare ha accesso è il il trasmettitore e ricevitore radio che collega il cellulare alle antenne dei provider. Partendo da questo presupposto, e sapendo come molti, che i provider di telefonia mobile dispongono della nostra posizione, tramite diverse tecnologie, alcune evolute che offrono loro la possibilità, in città di stabilire dove siamo con una precisione attorno ai 50 mt…

Cercavo la possibilità di installare nei luoghi dove si voglia rilevare la presenza di una persona, di false celle telefoniche, in grado di catturare l’IMEI e IMSI del cellulare entrato nel raggio di azione, cercavo un modo di farlo a basso costo, esistono ripetitori per le frequenze GSM e le altre cellulari, che a basso costo, anche sotto i 100€ si collegano ai telefoni, ma non sono riuscito a trovare delle interfacce per comunicare con loro…

Proseguendo la ricerca ho trovato, sistemi molto evoluti, presenti sul mercato dai primi anni del 2000 che simulano il comportamento di una cella telefonica, la quale essendo più vicina all’utente di quelle degli operatori, avendo quindi un segnale più forte, porta il cellulare a collegarsi all’antenna falsa, poi sfruttando delle lacune di sicurezza del protocollo GSM, costringe al cellulare di comunicare in modalità non protetta con l’antenna, ed infine riesce a impossessarsi dell’IMEI, IMSI, e molto altro, arrivando fino a intercettare le chiamate.

Non è facile capire che usare questa tecnologia, per le potenzialità espresse, risulta illegale in molti paesi, di conseguenza questa strada, ovvero la possibilità di identificare un utente tramite il segnale radio del cellulare, più che un problema tecnologico, si pone su un livello legale, occorre capire fino a dove una falsa cella possa spingersi, nel rilevare dati delle radio adiacenti legalmente.

La tecnologia una passione e un lavoro. La ricerca di soluzioni semplici a problemi spesso difficili cercando di osservare sempre oltre gli schemi comuni.

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Pubblicato su Visione

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